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Non si scrive per dire qualcosa, ma perché si ha qualcosa da dire (Francis Scott Fitzgerald)

 



Elio Toaff senatore a vita

 

Un sogno

Creatività  culturale e sviluppo della civiltà  sono prodotti dell'incontro tra i popoli, non della separazione delle genti. La chiusura nei confronti dell'altro è¨ all'origine del decadere delle civiltà  ed è strumento utilizzato per soffocare i fermenti di libertà .
La diversità  può anche essere una straordinaria ricchezza.Valorizzarne gli aspetti positivi non è¨ un dovere soltanto delle istituzioni, ma di ciascuno di noi.
La tolleranza è importante, ma non basta. Per costruire una società  più giusta occorre simpatia e partecipazione.
La difesa dei diritti degli altri promuove e assicura i diritti di tutti.

 


 


Presidente fatti processare! Scrivi a Berlusconi! Diffondi la cartolina

 
 "Un'Italia multietnica è più buona". E io metto il banner sul mio blog

 

 


 

NON PAGO - DI LEGGERE

politica interna
Difendiamo il futuro
1 novembre 2008
Avevo promesso al mio amico Youssef che gli avrei pubblicato la sua lettera sul decreto Gelmini. Poi mi è passato di mente, lo faccio adesso anche se è passato qualche giorno e il decreto è stato approvato.

desidero esprimere i miei dubbi su un decreto di legge che andrebbe a mettere in difficoltà il nostro sistema scolastico, un sistema che ha garantito fino ad oggi un reale e curato inserimento degli alunni figli di immigrati e non, alle loro prime esperienze di approccio alla scuola dell’obbligo e alle scuole d’infanzia “scuole Materne” una legge che sembra sia mirata proprio per colpire questo ambito senza pensare alle conseguenze che essa possa provocare. Per rendere le cose ancora più gravose, si aggiunge la proposta della lega Nord che prevede un esame di ammissione alla scuola dell’obbligo che andrebbe (a mio parere) a creare classe di serie “A” e altre di serie “B”.
Ora davanti a questo scenario cosi preoccupante bisogna lottare affinché questo non avvenga, lottare per proteggere con criterio ciò che si è conquistato grazie alle grandi lotte fatte negli anni bui, lotte che hanno fatto della nostra piccola realtà novellarese una delle prime ad inserire il tempo pieno e che temiamo che con questa legge non sia mantenuto.
Inoltre vorrei dare alcuni esempi del panorama attuali. Abbiamo nella nostra zona e non solo, un grande flusso di Immigrati, le nostre scuole sono composte in gran parte da una buona percentuale di Nuovi cittadini arrivati da poco o nati in Italia, ma che non hanno frequentato le scuole Materne che personalmente considero uno dei passaggi fondamentali per limitare l’impatto con la scuola dell’obbligo. Ed ecco LA CONTROPROPOSTA alla Lega Nord: invece di creare classi separate, lavoriamo per incentivare la frequenza delle Scuole Materne per i Bambini nati in Italia, invece per i nuovi arrivati seguiamo il modello Novellarese che ha creato un periodo di “Quindici giorni” di alfabetizzazione all’interno della scuola, modello che oggi si sta diffondendo nella Bassa Reggiana un modello tutto altro che ghettizzare delle classi
Un altro dato è quello delle uscite didattiche che la legge prevede un insegnante ogni Quindici Alunni! Come si fa? Vi pare giusto tagliare proprio la dove dobbiamo investire?
Le mie preoccupazioni sono tante, il futuro che ci aspetta se continuiamo ad andare così non sarà rose e fiori, la strada è in salita e per poter andare avanti abbiamo bisogno di credere in ciò che rappresenta uno dei valori più importanti che raffigura la porta d’ingresso alla nostra società, quella fuori dei muri di casa per ogni bambino, che se non trova l’appoggio giusto e il sostegno giusto sul quale si basa il cammino di ognuno, non sarà facile costruire quella società ricca di valori e principi che si insegnano sin dalla scuola primaria.
Carissimo lettore probabilmente il mio Italiano non è cosi incisivo o probabilmente non mi esprimo abbastanza bene, ma sono sicuro che i miei figli saranno molto più bravi di me se avranno il sostegno che li aspetta di diritto assieme a tutti gli altri bambini senza esclusione, il concetto del Ghetto non l’ho mai accettato e non lo accetterò mai.
Colgo l’occasione per esprimere la mia piena solidarietà a tutto il corpo docenti ed agli operatori della scuola. Questa battaglia la stiamo affrontando insieme e non sarete da soli.
In fine colgo l’occasione per fare l’appello a tutti e agli immigrati in particolar modo affinché siano presenti in tutte le manifestazioni contro la riforma della legge sulla scuola.

Youssef Salmi

Io ne approfitto per unirmi allle sue considerazioni, e per lanciare un allarme: qui qualcuno sogna un'altra Diaz.


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permalink | inviato da marcov il 1/11/2008 alle 20:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Cosa se...
17 settembre 2008
Sarà perché sto leggendo il romanzo ucronico di Brizzi “L'inattesa piega degli eventi” ma sempre più spesso mi trovo a pensare cosa accadrebbe se...
Ad esempio le due donne di Bergamo fossero state uccise da un marocchino o da un rom...
penso che le cose sarebbero andate più o meno così:
-interviste alle persone della strada che si lamentano dei criminali stranieri che ormai sono diventati “i nostri padroni”;
accuse di esponenti leghisti contro il buonismo delle sinistre che ha riempito l'Italia di immigrati;
-interventi di sociologi ed antropologi che analizzano i codici, i riti ancestrali e i pregiudizi innati in queste popolazioni;
-duro editoriale di Magdi Allam sul Corriere contro i guasti del multiculturalismo e del relativismo, richiamando tutti al rispetto della sacralità della vita, della libertà e delle tradizioni cristiane;
-dichiarazione della signora Cristofali “ora capite l'esasperazione dei miei cari” ;
-nuovo pacchetto sicurezza del governo, accompagnato dalla rassicurazione che l'Europa appoggia tutte misure.



Oh, se sono paranoico ditemelo

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permalink | inviato da marcov il 17/9/2008 alle 17:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
contro i flussi
13 dicembre 2007
Mentre si aspetta il cosiddetto click day per il decreto  flussi 2007, il mio amico Youssef lancia un appello per il superamento di questo strumento.

Io non sono d'accordo su tutto quel che scrive, ma credo sia giusto dargli spazio per sviluppare il dibattito
.
APPELLO, RIFLESSIONE SUL NUOVO DICRETO FLUSSI 2007.

Vorrei partire dalla mia esperienza che passa attraverso la clandestinità, passaggio dovuto per tantissimi immigrati ( più del 75% dei regolari di oggi sono stati Clandestini!) esperienza che mi ha visto passare da clandestino a residente e poi cittadino, da volontario della Croce Rossa clandestino a volontario regolare, da presidente dell’Associazione Araba a primo Consigliere Comunale marocchino eletto democraticamente da cittadini Italiani. Una esperienza che potrebbe rispecchiare quella di tantissimi altri clandestini che transitano nel nostro paese, persone che sono in attesa di un Miracolo. Sì, Miracolo perché avere un permesso di soggiorno per gli oltre cinque cento mila persone, vuol dire la realizzazione di un sogno ma soprattutto vuol dire avere la dignità diritto di ogni essere umano, ma vuol dire sopratutto fare fronte alla situazione d’emergenza che stiamo affrontando a questo proposito.
Prego umilmente di trovare al più presto altri metodi per affrontare il tema delle politiche d’immigrazione, non possiamo continuare a fare finta di niente, dobbiamo agire togliendo quel velo ipocrita che usiamo per nascondere la realtà. Sappiamo benissimo che quelli che fanno la domanda per i Flussi in buona parte, sono già in Italia, raramente sono persone che vengono realmente dai paesi di origine come dovrebbe essere (come si fa con tutta la diffedenza che regna ad assumere una persona che non si conosce senza averla provata?), sappiamo anche che tanti di quelle che hanno fatto la domanda l’anno scorso sono ancora in attesa, soprattutto quelle dei Flussi 2006 Bis promossa dal Ministro Ferrero.
Non mi dilungo più di tanto, vi chiedo solo di affrontare questa situazione con coraggio e determinazione.
L’Italia sta passando un momento molto particolare in ogni senso stiamo vivendo una Crisi politica segnalata dal fenomeno Beppe Grillo, un fenomeno che sta sfruttando il vuoto politico che si creato tra politici e cittadini, un vuoto affiancato dalle paure che a volte sono legate al fenomeno dell’insicurezza che alcuni legano all’Immigrazione, tutto ciò confluisce e agisce in maniera determinante per far sì che la situazione continui ad aggravarsi. È tempo di agire, dobbiamo avere il coraggio di fare una nuova “sanatoria”, che deve essere realizzata dopo un serio censimento che dovrebbe essere realizzato prima dell’approvazione del disegno di legge Amato Ferrero. Una legge secondo mio parere di riforma indispensabile perché ha tanti punti positivi, tra i quali la preferenza per coloro che conoscono gia la Lingua Italiana.
Il fatto che non ci siano politiche precise o per lo meno non si riesca ad applicare quelle in vigore comporta un aggravarsi dei problemi che spesso vengono strumentalizzati e spingono a volte alcuni sindaci ad agire come è successo nel Veneto.
Ci siamo mai chiesta quanto costa questo continuo accompagnamento dei clandestini fino in caserma e poi il loro rilascio con l’invito ad abbandonare il territorio cosa che nessun clandestino fa se non accompagnato fino alla frontiera, cosa, che non si fa quasi mai perché costa molto. Proviamo a moltiplicare il costo di questi accompagnamenti per tutte le caserme d’Italia, io penso che ricupereremo fondi per svolgere servizi molto più importanti.
Allora ribadisco che mettere in regola le persone che sappiamo che hanno, almeno la maggior parte di loro, già un posto per dormire e un lavoro in attesa di essere messo in regola, comporta nuove risorse, più sicurezza, più dignità più diritti ma soprattutto il rispetto delle leggi, ecc….
Il mio appello è una forma di critica costruttiva e ha solo l’obbiettivo di dare un contributo che parte dall’esperienza.



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permalink | inviato da marcov il 13/12/2007 alle 2:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La speranza (italo) indiana
25 novembre 2007
Federico Rampini ha fatto uscire un altro libro sull’India. Non l’ho ancora letto ma mi ha colpito una frase della quarta di copertina “se c'è un luogo dove la speranza è giovane, questo è l'India” che mi ha riportato alla mente quello che mi diceva una insegnante delle scuole medie: “i ragazzini di origine indiana sono gli unici ad avere grandi sogni”.
Poiché un paese in cui anche i giovanissimi sono disillusi e disincantati è destinato a non risollevarsi del declino, è nostro dovere far sì che le aspettative di queste nuove generazioni – non importa da quale paese provengano i genitori - non vadano deluse
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Naturalmente so che è più facile a dirsi che a farsi.


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permalink | inviato da marcov il 25/11/2007 alle 19:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Dati di fatto
23 maggio 2007

Quello che emerge dai dati ISTAT per chi lavora nel campo dell'integrazione è roba ben conosciuta, quasi banale. È bene che sia resa nota per far giustizia di tanti luoghi comuni.




permalink | inviato da il 23/5/2007 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Mai fidarsi dei giornalisti
25 febbraio 2007
Il comasco che ha ucciso il convivente tunisino della figlia ha avuto grande comprensione. “La vittima era sempre ubriaca e picchiava la compagna”. Ovviamente il morto non può dare la propria versione dei fatti.
Sarebbe interessante sapere se fosse stato il tunisino a uccidere il familiare alcolista, ci sarebbe stata le medesima indulgenza? Proviamo ad immaginare come sarebbe stata trattata la notizia: il musulmano intollerante che attacca chi non segue i precetti islamici. Articolo di fondo sul corriere e intervento al TG5 di Magdi Allam, sulla necessità di difendere i valori e la viticoltura italiana.
Sono paranoico ? Forse ma nelle scorse settimane ho assistito ad un caso esemplare.
Un litigio tra due compagni di classe è degenerato e allora un ragazzo si è fatto prestare un coltello per tagliare lo zainetto della sua “nemica”. Una brutta faccenda, essendo però il ragazzo di origine araba è stato subito trattato come “scontro di civiltà”: il tentato sabotaggio è diventato una “minaccia all’arma bianca”, le motivazioni del gesto - che nessuno dei diretti protagonisti ha rivelato - per i media erano da ricercare nell’avversione del ragazzo verso “l’abbigliamento troppo occidentale” della compagna. Il dirigente scolastico che ha cercato di ricondurre la vicenda nei giusti canali, è stato giudicato omertoso (forse perché di origine meridionale) e meritevole di rimozione.
Alla faccia delle riflessioni del dopo Erba.


P.S. Il fatto che questo sia un blog per pochi intimi, mi salverà, dai post di quelli che dicono gli immigrati vengono qui in Italia e pretendono di comandare o per lo meno di avere tutto e subito.
Tutto e subito ? L’altro giorno ho chiesto a che punto erano le pratiche di coloro che avevano fatto domanda, nel marzo dell’anno scorso,  per il decreto flussi 2006.  Bene a Reggio Emilia stanno esaminando le pratiche spedite alle 14.48 del primo giorno. Undici mesi per fare 18 minuti.




permalink | inviato da il 25/2/2007 alle 20:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
i nuovi mostri
13 dicembre 2006
Dopo la furia di ieri, sul caso del “tunisino pluriomicida libero per l’indulto” oggi per la stampa, almeno la migliore, è il giorno dell’autocritica. Segnalo questa bella riflessione del Corriere. Però stavolta a differenza di altre - Novi Ligure, la famiglia di Brescia - i media non sono stati i soli a comportarsi in maniera scorretta.  Anche gli inquirenti hanno gettato benzina sul fuoco: quel procuratore che andava in TV a dire “arrenditi - fatti trovare”, le dichiarazioni trionfali dopo aver trovato il furgone, strani lanci di agenzia che presumibilmente nascevano dalle veline della Questura…
Almeno qualche reporter ha fatto il proprio dovere andando a intervistare i compaesani e il padre della moglie, scoprendo subito che il tunisino era all’estero.




permalink | inviato da il 13/12/2006 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
12 dicembre 2006
Che mattinata quella di oggi, i media avevano un mostro perfetto da schiaffare in prima pagina: un pluriomicida, arabo, per di più uscito per l'indulto, anzi appena uscito per l'indulto, come stavano scrivendo i giornali on line. Un procuratore che annunciava "lo prenderemo in poche ore". Poi si scopre che il tizio era in Tunisia. Un fatto che era perfettamente noto ai vicini di casa delle vittime ma che gli inquirenti non giudicavano possibile. Alla fine si sono dovuti arrendere all'evidenza.
Due sono le considerazioni immediate:
- in alcuni casi chi fa le indagini è troppo impegnato a fare dichiarazione alla stampa e perde tempo prezioso, vi ricordate quel procuratore che affermò che il caso di Denise Pipitone si sarebbe risolto in pochi giorni ?
- in Italia tira una brutta aria di linciaggio, il paese dei supergarantisti innamorati dei cavilli capziosi diventa fautore dei roghi se l'indiziato è uno straniero o un disgraziato qualsiasi.



permalink | inviato da il 12/12/2006 alle 18:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
politica interna
brutta imPOSTAzione
11 dicembre 2006
In questo paese sulle vicende legate all’immigrazione c’è ancora un certo ritardo culturale. Si sottovaluta la portata epocale del fenomeno  e le risposte sono insufficienti e inefficienti. L’ultimo episodio è stato il trasferimento delle richieste di domande di soggiorno dalle questure alle poste.
L’idea in se non era pessima, gli uffici postali sono diffusi capillarmente nel territorio e in genere i postini sono più cortesi dei questurini. C’erano però dei precedenti negativi: il decreto flussi 2006 dove su Poste Italiana SPA si erano accentrate critiche di disservizi e di pratiche poco trasparenti e il bonus-bebé quando gli impiegati non avevano verificato i requisiti dei richiedenti, erogando un contributo anche a chi non ne aveva diritto.
I miei amici immigrati sollevavano diverse obiezioni alla nuova procedura: moduli complessi, costi abbastanza elevati per gli utenti (72 euro a pratica), personale delle poste poco abituato a trattare con gli immigrati e poco informato sulla materia, rischio di ingorgo (cosa accade in un comune ad alto tasso di immigrazione se allo stesso ufficio postale si presentano gli anziani per la pensione, gli immigrati per le pratiche e altri cittadini che devono pagare la bolletta?). Avrebbero preferito che le competenze passassero subito ai comuni e non tra tre anni come promesso recentemente.
Dopo una rapida e non unanimemente apprezzata sperimentazione e un’informazione carente per cui molti erano convinti che partisse un’altra regolarizzazione, oggi è stato comunque avviato il nuovo sistema.
I risultati non sono stato certo incoraggianti, ma ringraziamo lo stellone poteva andare peggio.




permalink | inviato da il 11/12/2006 alle 19:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Maruga e Sirios
21 ottobre 2006
Spesso si parla dell’immigrazione come si trattasse di un mondo compatto. Mentre è ovvio che esistono tra gli immigrati numerose differenze: etniche, religiose, generazionali. Di recente, al termine di un incontro pubblico dedicato all’Islam, mi è capitato di ascoltare un colloquio tra un membro dei Giovani Musulmani d’Italia e un immigrato molto attivo socialmente. La conversazione era in italiano, altrimenti avrei capito ben poco, ma mentre il “vecchio” immigrato adoperava anche qualche parola araba, il giovane usava esclusivamente la lingua di Dante.
La cosa più interessante nel discorso del giovane era la differenza tra i Maruga e i Sirios. I maruga come li chiamava lui sono i figli dei marocchini (ma anche dei tunisini, degli egiziani ecc…), gli immigrati poveri  venuti in Italia per lavorare e che non hanno mai rivestito posizioni di rilievo nelle organizzazioni islamiche. I sirios (da siriani, ma non solo) sono invece i figli degli immigrati ricchi, quelli che, appartenendo a famiglie agiate, non sono arrivati in Italia per motivi economici e che hanno finora guidato le associazioni musulmane. Il giovane sosteneva che uno degli scopi della sua associazione invece era dare delle possibilità ai ragazzi delle nuove generazioni, in base al loro valore, non per il nome dei genitori.
Non volevo togliergli dell'entusiasmo, ma avrei voluto digli che forse ha sbagliato paese, dal momento che in Italia, la mobilità sociale è scarsa, i nostri Sirios sembrano inamovibili.




permalink | inviato da il 21/10/2006 alle 20:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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